Bullismo e dintorni…

Bullismo e dintorni…

Il bullismo in tutte le sue possibili manifestazioni rappresenta indubbiamente un fenomeno molto più diffuso di quanto si possa immaginare. Per bullismo intendiamo quell’insieme di condotte che vanno dalle minacce, alle offese, alle sevizie ovvero di tutta una serie di condotte aggressive che spesso sfociano nella violenza fisica vera e propria.

Secondo i dati ISTAT, oltre il 60% dei ragazzi italiani è stato testimone di queste angherie commesse ai danni di altri adolescenti. Sempre secondo i dati ISTAT, di atti di bullismo diviene vittima un ragazzo su due, ovvero il 52,7 percento dei ragazzi in età scolare. Si tratta indubbiamente di informazioni sconvolgenti che squarciano il velo su una realtà troppo smesso sommersa e dalle conseguenze drammatiche sulle giovanissime vittime, come ci testimoniano le pagine di cronaca nera ormai abitualmente da diversi anni. Ultimo caso noto la vicenda della ragazza 12enne di Pordenone che si è lanciata nel vuoto qualche giorno fa per sottrarsi ai soprusi subiti da parte dei compagni di scuola.

In una delle lettere lasciate ai genitori prima del tragico gesto (che non ha determinato la sua morte per merito di una serie di circostanze fortuite che ne hanno attutito la caduta e ora non è in pericolo di vita) la ragazzina si rivolge ai compagni-aguzzini con la seguente affermazione: “ora sarete contenti”. E nell’altra lettera lasciata ai genitori la ragazzina riconduce la terribile decisione al fatto di non riuscire più a tornare in quella classe.

Colpisce che questa ragazzina abbia subito una vera e propria campagna persecutoria senza che nessuno degli adulti di riferimento si sia reso conto della gravità di quanto stesse accadendo. La ragazzina aveva deciso già da tempo di farla finita dinnanzi alla prospettiva di rientrare a scuola. Le lettere lasciate prima di gettarsi dalla finestra, a quanto risulterebbe, sarebbero state scritte almeno una settimana prima del tragico gesto.

Ma questo è solo l’ultimo di una serie infinita di casi, in linea con la situazione italiana fotografata dall’indagine dell’ISTAT. Quasi un ragazzo su 10 infatti subisce atti di bullismo ogni settimana. Sono le ragazze tra gli 11 ed i 17 anni le più esposte a subire questo genere di atti compreso il cosiddetto cyberbullismo, una condotta volta ad amplificare la portata dell’atto di violenza attraverso internet ed i social media e le conseguenze negative sulle vittime.

Sempre più spesso proprio i cellulari di ultima generazione, che ormai hanno tutti i ragazzini già a partire dalle scuole elementari, si sono rivelati una vera e propria arma nelle mani di questo tipo di soggetti. Questo insieme di condotte violente avvengono maggiormente al Nord. Una volta varcata la soglia dei 18 anni, gli atti di bullismo tendono a regredire con l’avanzare dell’età delle vittime. È di fondamentale importanza che le scuole e le famiglie prendano coscienza dell’entità del fenomeno ed imparino a cogliere il più rapidamente possibile i segnali d’allarme per riconoscere le vittime di questi soprusi, prima che sia troppo tardi.

Per quanto riguarda le vittime, i principali indicatori che qualcosa di negativo sta accadendo sono principalmente i seguenti: problemi emotivi, comportamentali, difficoltà di concentrazione, frequenti mal di testa, mal di stomaco e difficoltà a dormire. I cyberbulli invece segnalano più frequentemente disagi emotivi, problemi comportamentali e di relazione.

Nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di ragazzini che hanno maggiore probabilità di essere iperattivi, di abusare di alcol e fumo di sigaretta già in età adolescenziale. Per quanto riguarda i vissuti delle vittime troviamo rabbia, tristezza, frustrazione, imbarazzo, paura, solitudine e stati d’animo di matrice depressiva, comportamenti di evitamento e fobie sociali. In particolare la vittimizzazione da cyberbullismo porta con maggiore probabilità all’autolesionismo e all’ideazione suicidaria nelle giovanissime vittime.

Tra i sintomi più frequenti nelle vittime di cyberbullismo vi sono bassa autostima, stati depressivi, stati ansiosi, cambi improvvisi di umore, attacchi di panico, problemi nello studio, nel rendimento scolastico, abbandono precoce della scuola, problemi relazionali, pensieri di suicidio e problemi di salute fisica. In particolare, le vittime riportano stati depressivi, problemi nella condotta sociale e scolastica, uso di droghe, comportamenti sessuali a rischio, autolesionismo come dimostrano moltissimi studi di settore sugli effetti psicologici del cyberbullismo che molto spesso si rivelano a lungo termine.

Oggi infatti si parla di “vittime globali” proprio perché la violenza on-line può ampiamente aggiungersi ad altri scenari di violenza altamente traumatici che possono pregiudicare insanabilmente il benessere psicosociale degli adolescenti anche durante la futura età adulta. A differenza delle vittime di bullismo tradizionale, che possono sfuggire al tormento del bullo almeno quando varcano le porte della scuola e si dirigono verso casa, il pericolo di aggressione per le cybervittime è decisamente più ampio dal momento che l’effetto moltiplicatore rappresentato dalla rete e dai social media è decisamente molto più pericoloso.

In particolare i cyberbulli possono diventare meno rintracciabili proprio per il tipo di struttura che hanno i social media e possono nascondersi facilmente dietro falsi profili. Senza contare poi che questi soggetti spesso perseguitano un maggior numero di persone proprio perché agevolati dall’utilizzo di Internet e di varie applicazioni. Indubbiamente ciò che agevola ulteriormente i cyberbulli è lo scarso controllo esercitato sulla vita on-line dei ragazzi da parte delle famiglie e della scuola.
Purtroppo moltissimi adulti ignorano o sottostimano il lato oscuro della rete e la pericolosità di coloro che all’interno di tale dimensione esprimono la parte peggiore di se stessi nei confronti dei più fragili.

Roberta Bruzzone